Convegno finale dei progetti P.o.s.e.i.d.o.n. Promozione svoltosi a Taormina il 17 luglio 2005

Tracciabilità e marchi di qualità dei prodotti ittici come elementi fondamentali per garantire il consumatore dalle frodi alimentari e rendere riconoscibili le produzioni locali. Sono alcuni degli argomenti al centro del convegno ” Qualità e sostenibilità: strumenti di valorizzazione del patrimonio ittico siciliano”, organizzato dal Centro di Ricerche Economiche e Sociali per il Meridione (CRESM), e dai tre Consorzi di ripopolamento ittico “ Golfo di Castellammare”, “Golfo di Catania”, “Golfo di Patti”, che si terrà a Taormina domenica 17 luglio alle 10.30, presso l’Hotel Villa Sant’ Andrea.
In un momento in cui il mercato punta l’attenzione sulla riconoscibilità del prodotto da proporre ai consumatori, in Sicilia il settore della pesca è pronto a soddisfare questo tipo di esigenze con una strategia che coinvolge produttori e istituzioni. A partire dai tre consorzi siciliani di ripopolamento ittico “Golfo di Castellammare”, “Golfo di Catania” e “Golfo di Patti”, che sulla sostenibilità delle risorse e sulla qualità riconoscibile hanno fondato la loro strategia.
I Consorzi, infatti, attraverso il Progetto “POSEIDON”, previsto nell’ambito del Por Sicilia 2000/2006, hanno sviluppato una serie di azioni mirate alla valorizzazione del patrimonio ittico regionale nel suo insieme, istituendo “patti d’area” fra Autorità regionali e locali, produttori e distributori, finalizzati a rendere sostenibile l’attività di pesca nei mari locali. Un impegno notevole sul fronte della sicurezza alimentare in tutti i momenti della filiera, dall’area di cattura all’area di trasformazione e confezionamento, alla logistica, fino all’ultimo intermediario commerciale di catena.
Come dire che il prodotto locale siciliano ha maturato le potenzialità per diventare protagonista dei mercati internazionali grazie alla qualità che gli viene riconosciuta. Ma il percorso è possibile a condizione che esistano premesse indiscutibili.
“ L’attività del CRESM è stata indirizzata al monitoraggio delle problematiche reali del comparto della pesca- ha detto il dott. Lorenzo Barbera, presidente del CRESM- dalla carenza delle infrastrutture, all’organizzazione delle comunità locali, fino alle interferenze della pesca illegale sulla pesca costiera, al fine di creare un sistema di gestione integrata e sostenibile della fascia costiera. Tutto questo con l’obiettivo di creare le condizioni utili per procedere con ragionamenti legati a qualità, certificazione e valorizzazione del prodotto ittico locale”.
Un’ iniziativa di ampio respiro , che presenta la particolarità di vedere uniti e coordinati Enti e Amministrazione regionale nel comune intento di intervenire a favore delle imprese e sostenerle per creare le migliori condizioni con cui affrontare le sfide della competitività. Una competitività che punta sul contenuto di valore, di tecnologia dei processi, di cultura e tradizione.“Cosi come la denominazione d’origine ha funzionato per i prodotti agro alimentari , ogni riferimento in grado di qualificare ed identificare i prodotti ittici del mediterraneo rappresenta un valore aggiunto per un settore in forte crisi – ha detto l’on. Salvo Fleres, vice presidente dell’Assemblea regionale siciliana- L’impegno della Regione non può che essere rivolto verso quanti omai da alcuni anni lavorano in questa direzione.”
Al convegno partecipano, tra gli altri, l’assessore regionale alla Pesca, on. Carmelo Lo Monte, il dott. Salvatore Bulgarella, esperto di marketing dell’agroalimentare della 3T Blue Line, partner del progetto, i rappresentanti dei Consorzi di ripopolamento ittico siciliani, docenti di biologia animale ed ecologia marina delle università di Trapani e Messina.

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