COMUNICATO STAMPA DEL 18.09.2004

UN COMITATO PERMANENTE PER RISOLVERE I PROBLEMI DELLA PESCA

 Divieto di pesca a strascico non rispettato, pesca illegale di novellame, inquinamento delle acque, mancanza di porti a norma di legge e la pesca-turismo che non decolla. Sono questi, solo alcuni dei problemi denunciati da pescatori ed operatori del settore, nel corso del secondo incontro con il gruppo di referenti del progetto P.O.S.E.I.D.O.N. Promozione, finanziato al Consorzio “Golfo di Castellammare” per il ripopolamento ittico con il Programma Plurifondo 2000-2006, “Interventi a sostegno della Pesca e dell’Acquacoltura” della Regione Siciliana.

L’incontro si è tenuto presso il Centro di orientamento delle attivita’ di pesca  e maricoltura, creato dal centro di ricerche economiche e sociali per il meridione (Cresm), partners del progetto con il Consorzio di ripopolamento ittico, il Centro oceanologico mediterraneo (Ceom), l’istituto di biologia marina del Consorzio universitario di Trapani, la 3T Blueline, la Biotecno e la Mare & Ambiente. L’intento è quello di creare un Comitato Permanente composto dai diversi Enti che si occupano, in modo diretto, dell’attività di pesca e del controllo delle acque nel Golfo, per far fronte ai problemi denunciati dagli operatori del settore. I pescatori  appartenenti ai Comuni coinvolti nel progetto (Balestrate, Trappeto, Terrasini, Castellammare del Golfo e San Vito Lo Capo), hanno fatto presente che la proibizione della pesca a strascico, ha portato all’incremento delle risorse di pesca nel Golfo ma, la piccola pesca stenta a diventare una vera e propria attività produttiva, a causa  della carenza di infrastrutture ed all’ inefficienza legislativa e gestionale. Per i pescatori, l’istituzione delle aree marine protette, grazie al fermo biologico, appaiono strumenti che possono raggiungere gli obiettivi di sostenibilità delle attività di pesca, solo se inseriti in una gestione che prevede l’ integrazione tra mezzi diversi di natura economica, politica e  legislativa. I pescatori hanno sottolienato il problema del passaggio di imbarcazioni di paranza nel golfo, che creano danni alle reti dei piccoli pescatori, nonostante il divieto di pesca a strascico che va da Capo Rama fino a Torre dell’Uzzo. Così come non sono rispettati i tempi per la pesca della “neonata”: la pesca del novellame può essere effettuata  ad intervalli di due mesi ma, secondo i pescatori, succede spesso che le  barche da Paranza, peschino illegalmente danneggiando l’ evoluzione di particolari specie. Quindi i dilettanti che utilizzano reti che raggiungono i 2000 passi, che nel linguaggio del pescatore significa catturare enormi quantita’ di pesce, dunque non utilizzate per il consumo personale ma per la vendita.

A Terrasini così come a Castellammare del Golfo, rappresentanti del Comune e delle associazioni di categoria, hanno denunciato l’inquinamento della costa dovuto alla mancanza di depurazione delle acque reflue e la conseguente assenza di vegetazione. Balestrate deve fare i conti con la scarsa pulizia  dei tanti fiumi che, in caso di maltempo, trasportano detriti e materiali di scarto nelle acque della cittadina. Quindi il fermo biologico che impone un periodo di 45 giorni di stasi. Per coloro che svolgono a tempo pieno la professione di pescatore si è valutato il mancato reddito causato dall’ inattività. I pescatori condividono il piano di protezione delle risorse acquatiche imposto dalla comunità Europea, nell’ambito del quale il fermo biologico è lo strumento principe ma, chiedono una regolamentazione più precisa riguardo alla mancanza di pagamenti dei contributi dovuti dalle Regioni. Il settore pesca sarebbe penalizzato anche dalla mancanza di porti pescherecci a norma, nelle varie marinerie del Golfo.

 Ad esempio, il porto di Castellammare, situato al centro del Golfo, non permette il ricovero di grandi imbarcazioni e non e’ attrezzato per la raccolta del pescato, il conferimento e lo stoccaggio dei rifiuti delle attività di pesca. Per quanto riguarda la pesca turismo, che consente al visitatore di conoscere la cultura e l’attività della gente di mare, entrando in stretto contatto con essa, si e’ sottolineato che non riesce a decollare poiché le attrezzature, il collaudo delle imbarcazioni e tutto ciò che è inerente  tale attività, ha per i pescatori un costo troppo elevato e non esiste nessuna agevolazione da parte delle pubbliche amministrazioni. 

Castellammare del Golfo 18/09/2004

                                                                                          L'Addetto Stampa del CRESM

                                                                                                 Annalisa Ferrante

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